Friday, December 22, 2006
Tempo
Ho bisogno di tempo.
Quanto? Non saprei.
Quando lo avrò contato tutto lo saprò.
Da adesso....via...
1 secondo
2 secondi
3.........
Quanto? Non saprei.
Quando lo avrò contato tutto lo saprò.
Da adesso....via...
1 secondo
2 secondi
3.........
Saturday, November 18, 2006
Non ho tempo per matrimoni oggi
Adesso chiudiamo gli occhi e si comincia a giocare. Tu fai una domanda a me e aspetti che io risponda per poi fartene una io a te e aspettare che risponda tu a me. Passiamo qualche ora così finchè non ci addormentiamo. Ci possiamo chiedere tutto ma non quanta speranza abbiamo ancora in fondo agli occhi, quella lasciamola nascosta stringendo forte le palpebre. Adesso tu credi che io stia scherzando ma credi anche che se fosse così ti dispiacerebbe che sarebbe stata una perdita di tempo se alla fine fosse tutto uno scherzo. Ma vedi solo serietà nel mio sguardo, è l'ultima cosa che vedi prima che io chiuda gli occhi e tu faccia lo stesso. Cominciamo. Chiedi.
Friday, November 17, 2006
Oggi è una giornata che era meglio che fosse già domani
quando piove mi bagno quando fa caldo sudo quando sono triste a volte piango quando sono triste a volte scrivo quando sono allegra sorrido quando sono triste stò zitta quando sono piena di rabbia stò ancora più zitta quando sono felice immagino quando sono presente alzo la mano quando il vento tira cammino pensando a un sasso grosso quando faccio un regalo lo faccio ridendo quando mi perdo mi sorrido quando piango piango quando rido lo faccio con tutta la faccia quando penso a volte rido quando penso a volte sospiro quando sogno ho gli occhi chiusi quando sogno di più ho gli occhi aperti quando vedo spesso vorrei non vedere quando metto i puntini di sospensione sono respiri quando dico sì ci credo quando mi commuovo mi imbarazzo del fatto che mi sono commossa quando sono ferita sanguino quando provo male faccio finta di niente quando c'è troppo sole mi metto leggera quando ho tempo cammino quando non ho tempo aspetto quando sento che mi manca immagino che poi non mi manca più quando sento che c'è tremo che possa finire quando sento che c'è sorrido perchè sono felice quando domani sembra dopodomani cammino più in fretta quando dico però è perchè non ci credo quando dico no è no quando so allora sono sicura quando leggo penso che possa andar bene quando invecchio me la prendo quando semino penso che potrebbe non fiorire ma andrebbe bene uguale quando lascio i piatti da lavare mi sembrano belli uno sull'altro quando tremo vorrei non sentire tanto freddo quando sono silenziosa ho paura di quello che potrei pensare quando salto sento il vento quando sento la musica penso che può andar bene quando chiudo gli occhi comincio a vedere quando ho paura penso che mi passa quando stingo il pugno mi rassicuro che ci sono quando sta per finire la notte guardo se si vede il segno che fa giorno quando piove mi bagno
Saturday, November 11, 2006
Lettera di accompagnamento In cerca di Lavoro
Credo che io stia impazzire.
O qualcosa di molto simile ma più convenzionale.Sopportabile.Magari una specie di malanno socialmente corretto, un forte esaurimento o un qualche stress dignitosamente smerciabile all’aperitivo del prossimo giovedì. Sono indignata dal quotidiano, mesta eppure incapace di sentire domo il mio più intimo sentimento dicritica. Mi chiedo a cosa sia dovuto il mio malessere e cosa io possa fare per superare il momento. Mi chiedo anche quanto dura un momento e se tanti mesi io possa ancora ottimisticamente relegare il mio stato d’animo ad una cornice temporale tanto poco temibile.
Ce l’ho con quanto accade. Con la difficoltà di trovare un posto proprio da dove potersianche permettere di guardare il mondo. Un posto in terrazza e non solo in strada, dabbassonon è possibile dare a tutto la giusta proporzione perché la vicinanza deforma i contorni etende a far sparire le differenze che arricchiscono per far prevalere quelle che disorientano, quando non spaventano.
Non ho molte scelte al momento.
Posso rassegnarmi o eccellere.
Rassegnarmi mi crea raccapriccio.
La banalità della resa mi fiacca, non riesco a mettermi dentro i vestiti della semplice accettazione. Ho lavorato in un supermercato, di notte, a fare l’inventario dei beni inutili maben confezionati. Ho lavorato mischiata tra volti più lisci dei miei e ho avuto paura. Hotemuto la loro rassegnazione. I loro discorsi da volti senza faccia. La loro mancanza di sogni.La semplice euforia del sogno che fa credere che ogni giorno possa essere nuovo, tuttonuovo. Quella tenera illusoria certezza non coloriva i loro discorsi più di qualche magliettastampata di volti da rivoluzionari in naftalina. Ho avuto male, ho avuto voglia di prenderli perle braccia, sbatterli con forza “Non potete smettere, non uccidete il passato con la resa.”Nuovo non è per loro possibile, migliore è al massimo il prezzo alla cassa, ma io non vogliocasse, non voglio scontrini. L’evasione innanzitutto sia fiscale, ma in maniera ben piùprimitiva del pezzo di carta, io non voglio la fila. Non voglio stare in fila. Mi manca l’amore. Quelle parole che credevo potessero sapere di buono e invece sono albando come bocconi avvelenati. Ho sentito dire “ Ho bisogno di te”, “”Per me sei importante”,“Non può funzionare senza di te” tra le mura di un ufficio per bisogno di dirle o per necessitàmotivazionali per affiliare un lavoratore, per lo più precario, che non possa cercare la suaspinta al lavoro nella pecunia. Allo stesso modo ho sentito dire alla donna o all’uomo che siama banalità, frasi piatte che uccidono la semplicità degli affetti soffocandola nelle paure. Paura. Abbiamo tutti paura.Io temo di impazzire. Temo che dovrò scappare da tutto questo. Dare fuoco a quanto fatto fin ora e abbandonare la mia casa, in affitto, i miei lavori, precari e sottopagati, la mia laurea,utilizzata al 20% e i miei affetti, dove non sono già vuoti a rendere.Togliere di mezzo tutta questa meraviglia e provarci di nuovo. Daccapo. Ma in un posto non mio.
Credo che io stia per impazzire. Interessatevi del caso se dite ancora amore, bello o cazzo al momento giusto e sapete leggere una poesia solo per il rumore che fanno le parole quando le si snocciola una dopo l’altra.
Senno tenetevi il posto in fila e io me ne andrò per i fatti miei.
Qualcosa uno se lo inventa sempre.
Distinti saluti
Segue curriculum.
Friday, November 03, 2006
Coriandoli\91 Previsioni
Ce ne siamo accorti tutti.
La troppa velocità con cui si muove il globo e la sua agitata popolazione ha ormai invertito il senso delle cose. Ma ora stiamo scavalcando di gran lunga ogni più turpe delirante immaginazione. Le certezze han preso il gusto del dubbio e ogni cosa è il suo contrario.
Se me lo avessero detto ne avrei riso solo qualche mese fa, invece siamo tutti costretti ad accettare il nuovo stato delle cose.
Si è compiuta la più bizzarra delle mutazioni, sono giorni che le previsioni del tempo sono ORMAI diventate attendibili. Cosa altro potrebbe mai accadere?
Vaghiamo senza memoria in cerca di un tetto mentre fuori soffia rabbiosa la bufera.
Sunday, October 29, 2006
Caso di Necessità

Trattandosi di grave assenza di energie primarie e di spossante deformazione delle immagini per come le si era imparate a vedere, si ritiene necessario provvedere con le necessarie misure al superamento del momento di Crisi. In seguito a questo, il buono pare male e il male, purtroppo, sempre male. Mancanza di iniziativa ed eccessivo affidamento sui momenti onirici delle giornate, potrebbero portare a graduale allontanamento dalla realtà fino alla più nitida impossibilità a rientrarvi.
Si consiglia, onde evitare la condanna all'isolamento ( laddove tale stato di cose possa essere ritenuto una condanna) l'utilizzo massiccio di un gruppo elettrogeno per tutta la durata del momento di fiacchezza esistenziale, con ripresa a scalare delle autonome funzioni in un secondo momento.
Tuesday, October 24, 2006
MisAntroPoMar5iA\ 457 Invenzioni
Io quando ci penso che all'inizio, presi in tempo, potevamo inventarci qualsiasi cosa e ci siamo inventati questa cosa del lavoro, bene, io quando mi ci metto a pensare, divento scema. Potevamo goderci tutto e imparare il giusto, invece abbiamo inventato il lavoro, la pecunia e le pippe mentali. Io l'evoluzione della specie non la capisco. Ci meritiamo le scrivanie, i CoCoPro e la psicosomatica. 